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Visualizzazione dei post da 2014

Auguri … di ghiaccio!

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Buon Natale 2014 a tutti gli amici di “Zibaldone di una naturalista”!
La Natura sa creare decorazioni lucenti,
di forma geometrica o fantastica,
belle, semplici o complesse,
ma … effimere:
scompaiono ai primi tepori della primavera!

Fauna alpina: definizione

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In natura ogni specie, sia animale che vegetale, si moltiplica e si diffonde più o meno rapidamente, nei territori circostanti, a maggiore o minore distanza, in relazione ai propri mezzi di diffusione.
Si instaura così una “lotta per la sopravvivenza”, sinché si determina un equilibrio tra le diverse forme di vita.
Numerosi sono i fattori che limitano il numero di individui di ogni singola specie: questo è un bene altrimenti una o poche specie invaderebbero tutto il territorio ad esse favorevole, togliendo spazio e cibo alle altre specie più deboli.
Facciamo un esempio: le piante sono limitate nel loro accrescimento dagli animali erbivori; questi a loro volta sono contenuti nel loro aumento numerico dall’azione dei carnivori.
Altri fattori limitanti? Le malattie, dovute a batteri, virus o legate a malformazioni congenite; eventi meteorologici estremi o eruzioni vulcaniche che modificano irrimediabilmente e bruscamente l'habitat di alcuni esseri viventi.
Le specie animali varian…

Licheni e … cucina!

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Ancora due parole sugli amici licheni.
Abbiamo visto che sono presenti un po’ ovunque intorno a noi, in natura e sui manufatti.
E questo non basta: i licheni compaiono anche sulla nostra tavola in cucina!
Soprattutto nei Paesi Scandinavi ed in Oriente, alcune specie erano e sono utilizzate per infusi, o come lieviti in impasti del pane, o per preparare zuppe, gelatine e bevande.
Secondo alcuni autori la biblica manna del deserto degli Ebrei altro non sarebbe che la Lecanora esculenta, tipico lichene di ambiente desertico ancora oggi utilizzato dai Persiani per produrre un pane chiamato “shirsad”.
Due sole specie in Italia sono tossiche per l'uomo in quanto contengono l'acido vulpinico, velenoso: Lethariavulpina e Vulpicida pinastri, che in passato erano utilizzate in esche avvelenate per volpi e lupi. Questi licheni crescono sui tronchi di conifere e sono molto vistosi, di colore giallo brillante, a forma di barba la Letharia e di squame la Vulpicida. Belle da vedere, ma non tocca…

Androsace carnea Kress

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Famiglia: Primulaceae

Pianta perenne a ricacci sterili, caratterizzata da pedicelli e calice pelosi.
I fiori sono raccolti in ombrella alta 2-5 cm.
Le foglie sono lineari-lanceolate, con larghezza massima al di sotto della metà lunghezza.
Calice glabro; corolla rosa o bianca con lobi arrotondati o marginati e fauce gialla.
Fioritura: giugno-luglio.
Cresce in pascoli, rupi e ghiaioni su suoli silicei tra 2000 e 3000 m di quota, nella fascia subalpina ed alpina.
Orofita ovest-alpico-pirenaica.

Silene acaulis (L.) Jacq.

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Famiglia: Caryophyllaceae

Pianta perenne, alta 1-3 cm, a cuscinetto di diametro di 1-3 dm, con fusti sotterranei legnosi.
Stelo molto corto portante un solo fiore dai petali rosa e calice con denti ottusi di 2 mm.
Foglie lineari-lanceolate, cigliate, con peduncolo che può arrivare ai 3 cm di lunghezza.
Il frutto è una capsula ovale nettamente più lunga del calice (che raggiunge i 5-10 mm di lunghezza).
Fiorisce tra giugno ed agosto in aree alpine e appenniniche, in praterie rocciose, macereti e rocce. Preferisce i suoli calcarei.
Artico-alpina.
Le popolazioni appenniniche hanno in genere portamento a cuscinetto denso e fiori quasi sessili, foglie brevi e lanceolate (può essere una varietà speciale).

Petrocallis pyrenaica (L.) R.Br.

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Famiglia: Cruciferae

Pianta con fusto legnoso e strisciante; rami ascendenti, leggermente pelosi.
Foglie triforcate di 4-5 mm di lunghezza, quelle inferiori a rosetta e lucide.
Fiori raccolti in racemo contratto di 2-5 fiori con peduncoli irsuti e sepali carenati lunghi 2 mm, giallastri.
Petali spatolati lunghi 4 mm e larghi 2,5 mm, patenti, di colore rosa con venature violette.
Vive sulle rupi calcaree tra 2600 e 3400 m di quota sulle Alpi.
Orofita sud-europea.
Specie molto rara sulle Alpi Orientali, in genere la si trova in ambiente di vetta.

Parnassius apollo

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Quella trascorsa non è certo stata l'estate delle farfalle! Poco sole, tanta pioggia ... un tempaccio anche per queste delicate creature.

Una delle farfalle più belle che si possono incontrare in montagna è l'ApolloParnassius apollo:

Licheni, industria tessile e cosmetica

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Già gli antichi Greci usavano i licheni come coloranti; nel XVIII e XIX secolo i licheni erano importanti economicamente nella colorazione delle lane.
La “cartina di tornasole”, usata ancora oggi per misurare il pH delle soluzioni, fino a poco tempo fa era ottenuta da licheni del genere Lecanora.
Anche l'industria cosmetica fa grande uso di licheni per la preparazione di essenze e fissatori.
Il “musco quercino”, per esempio, deriva da Evernia prunastri e Pseudevernia furfuracea, raccolti in aree della penisola balcanica, in Francia ed in Marocco.

Licheni e … medicina

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Nei secoli passati i licheni, come molti altri vegetali, erano ampiamente utilizzati in medicina, sulla base di semplici analogie morfologiche.
Lobaria pulmonaria ricorda l'aspetto di un polmone ed era considerata un ottimo rimedio contro le infezioni polmonari;
Xanthoria parietina, di colore giallo-arancio, era usata contro i disturbi epatici.
Le barbe di bosco, licheni del genere Usnea, crescono in lunghi ciuffi grigio-verdi sui rami di conifere dei boschi del Nord: per la loro forma filamentosa si credeva , in passato, che potessero curare le calvizie e rinforzare i capelli.
Nel '500 e nel '600 molti medici del centro e nord Europa citano gli usi espettoranti, stimolanti, tonificanti, nonché antibiotici di varie specie di Cladonia, Usnea, Cetraria, Lobaria, Peltigera ed Evernia.
Ai nostri giorni l'interesse dei licheni in medicina è legato soprattutto alle proprietà antibiotiche di alcune sostanze da essi prodotte: alcuni estratti, ad esempio, sono usati per il tratta…

Licheni e … inquinamento dell’aria

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Molte specie di licheni, come ricorda Camillo Sbarbaro, temono la vicinanza dell'uomo, in quanto sensibili all'inquinamento, e pertanto spariscono dalle zone eccessivamente antropizzate ed inquinate.Da diversi anni i ricercatori utilizzano i licheni per redigere mappe della qualità dell'aria in zone fortemente urbanizzate ed industrializzate, anche al fine di individuare la presenza di specie inquinanti nelle immediate vicinanze di fonti puntiformi di emissioni (come ad esempio ciminiere, inceneritori e centrali termoelettriche).

Questi organismi svolgono le loro funzioni biologiche assorbendo attraverso tutto il tallo sostanze gassose, sostanze in soluzione nell'acqua o legate a particelle del substrato. Le sostanze contaminanti eventualmente assorbite non vengono eliminate con un sistema di escrezione come fanno le piante e quindi si accumulano nel tallo. Le sostanze inquinanti hanno effetti diversi a seconda dei licheni: ogni specie ha un suo grado di tolleranza risp…

Pennacchio a foglie strette

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In estate, presso i corsi d’acqua o i laghi di montagna, si possono trovare candidi ciuffetti simili a cotone:
si tratta del frutto di una ciperacea, Eriophorumangustifolium Honckeny, specie tipica dei luoghi torbosi e paludosi, che durante la fruttificazione appaiono biancheggianti per innumerevoli pennacchi lanuginosi.
Vediamo nel dettaglio la sua carta di identità!

Pennacchio a foglie strette
(Eriophorum angustifolium Honckeny)Famiglia: Cyperaceae
Questa pianta può superare il mezzo metro di altezza, ha foglie lunghe e strette, larghe fino a 5 mm, ripiegate a doccia oppure quasi piane, aguzze all’estremità.
Le spighette fiorali, da 3 a 12, sono portate da peduncoli lisci o scabri a formare una specie di ombrella, alla cui base si trovano 2-3 brattee fogliacee.
I frutti sono circondati da moltissimi peli bianchi che danno alla spighetta l’aspetto di un ciuffo di cotone.
La pianta si riproduce anche per stoloni.
Fiorisce tra aprile e giugno.
Cresce dai fondovalle fino a 2600 m in torbiere ba…

Licheni e mondo animale

I licheni possono essere fonte di cibo e rifugio per alcuni animali, in particolare invertebrati. Insetti, acari e molluschi sono tra i maggiori consumatori di licheni. Le lumachein particolare sono voracissime di licheni fogliosi, di cui mangiano lo strato superficiale e le alghe del tallo interno, lasciando solo un ammasso bianco di ife fungine e le tracce bavose del loro passaggio. Nelle regioni del Grande Nord, renne, alcie caribùsi nutrono di Cladonie, Cetrarie, Evernie, Alectorie e Umbilicarie che formano estesi pascoli e che i popoli scandinavi e i lapponi raccolgono e conservano come foraggio per l'inverno. Attualmente, in seguito al riscaldamento globale che porta ad un aumento di precipitazioni piovose in inverno al polo, i licheni in queste zone sono a rischio di malattie fungine; quindi l’alimentazione degli animali erbivori può subire gravi conseguenze che si rifletteranno anche sull’economia delle popolazioni umane (per approfondire, potete leggere l’articolo di Le S…

Come si riproducono i licheni?

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Benché molto longevi, anche i licheni prima o poi si riproducono, per garantire la loro presenza sul pianeta.Possiamo dire che non manchino di fantasia: infatti la riproduzione può avvenire in vari modi, due sono i principali.
Il lichene può moltiplicarsi vegetativamentecon la semplice frammentazione del tallo oppure formando delle strutture speciali contenenti sia l'alga che il fungo, destinate a staccarsi dal tallo, a disperdersi sul terreno e, se le condizioni ambientali sono favorevoli, a sviluppare un nuovo individuo.
La foto qui sotto rappresenta un lichene del genere Cladonia: le strutture verticali a forma di trombetta (si chiamano podezi) sono ricoperte da quella che sembra polvere grigio-verde. Questi granellini (il cui nome scientifico è soredi) altro non sono che delle porzioni di lichene contenenti sia le ife fungine sia le cellule algali e cadendo dai podezi si diffondono nell'ambiente circostante. Il muschio vicino al lichene è infatti punteggiato di soredi!

La se…

Incontro in bianco e nero

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Un'escursione in montagna può essere faticosa ed impegnativa con lunghe ore di marcia prima di arrivare alla meta in quota;
a volte il vento contrario ci rallenta il passo o il sole ci "arrostisce" coi suoi caldi raggi.
Una breve sosta per prender fiato e bere un sorso d'acqua ed ecco!
Lo sguardo cade su un piccolo giglio e ... una farfallina che riposa sulla corolla: leggerezza su leggerezza:
una piccola Amata phegea su una delicata Paradisea liliastrum.
Ecco ... basta poco: stanchezza e fatica sono dimenticate; la gioia per l'incontro ci incoraggia a proseguire fino alla meta, cercando nuove emozioni.

Come “funziona” un lichene?

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I licheni crescono molto lentamente, da 0,1 a 10 mm all'anno, e sono generalmente longevi, come alcuni licheni artici che si stima siano vecchi di 4000 anni!

L'alga costruisce e fornisce a se stessa ed al fungo i carboidrati, sia zuccheri semplici, come il glucosio, sia zuccheri alcoolici, come il sorbitolo; il fungo li converte in uno zucchero alcoolico, il mannitolo, che gli serve come riserva di cibo. L'alga fornisce anche vitamine come biotina e tiamina. I Cianobatteri, inoltre, sono in grado di catturare l'azoto dell'aria e fissarlo in composti utilizzabili dal fungo.
Il fungo, a sua volta, fornisce all'alga protezione fisica e assorbe dall'aria vapore acqueo, fondamentale per la partner. Il contenuto di acqua nel tallo del lichene è un fattore critico nel processo della fotosintesi e nella respirazione. La fotosintesi è un complesso insieme di reazioni chimiche che si succedono a catena per costruire glucosio, partendo da semplici reagenti quali acqua…

Croste, squame, ramificazioni e tanta fantasia nella forma di un lichene!

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Nella simbiosi il fungo e l'alga non sono più riconoscibili. Infatti il tallo del lichene ha un aspetto originale e ben diverso se confrontato con quello delle alghe e dei funghi coinvolti.All'interno del tallo le ife del fungo circondano le cellule algali, le quali possono essere distribuite in modo uniforme in uno strato ben preciso oppure sparse qua e là per tutto lo spessore del tallo.
I licheni possono avere varie forme; tra le principali si riconoscono:
specie crostose: più dei 4/5 dei licheni hanno questa forma, sono fermamente attaccati al substrato per cui si possono prelevare solo mediante totale o parziale asportazione del substrato stesso; la superficie di questi licheni può essere costituita da un ammasso pulverulento oppure può essere continua o divisa in aree poligonali, anche in scaglie parzialmente sovrapposte (esempio: la pertusaria della foto qui sotto, fotografata al giardino botanico Paradisia di Cogne – Val d’Aosta).
Specie fogliose: il tallo è costituito …

Licheni qua, licheni là … ma quanti ce ne sono!

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Le circa 20000 specie di licheni note sino ad oggi sono diffuse in un'ampia varietà di habitat, inclusi i deserti aridi, i ghiacci, le vette delle montagne e le rive del mare.Secondo la natura del substrato su cui crescono si può parlare di:
licheni corticicoli: crescono sulle cortecce dei tronchi e dei rami degli alberi;
licheni lignicoli: vivono sul legno, anche quello lavorato dall'uomo;

licheni foglicoli: colonizzano le foglie delle piante;
licheni rupicoli: crescono sopra o dentro le rocce, compresi i muri e i tetti delle case;
licheni terricoli: si sviluppano sul terreno (alcuni sono saprofiti delle sostanze organiche presenti nel suolo);

licheni muscicoli: si trovano sul muschio;
licheni lichenicoli: alcune specie vivono su altri licheni.

Licheni: l’unione fa la forza!

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I licheni sono organismi che nascono dall'unione di un'alga (e/o un cianobatterio) con un fungo.

Il corpo o tallo del lichene è formato dalle ife del fungo che racchiudono le cellule algali; non ci sono vere foglie, fusto o radici.
L'alga e il fungo vivono associati in una simbiosi dipendente o mutualistica: i prodotti della fotosintesi effettuata dall'alga sono trasferiti al fungo, il quale in cambio le fornisce acqua, sostanze disciolte e protezione meccanica.
Questa unione genera delle caratteristicheche ciascuno dei due componenti, da solo, non avrebbe mai:
la capacità della reviviscenza, ovvero la capacità di passare rapidamente e reversibilmente dallo stato secco a quello idratato, anche più volte consecutive;
il potere di resistere a stress climatici ed in particolare al gelo;
crescita lentissima;
un metabolismo particolare che produce degli acidi i quali permettono al lichene di intaccare il substrato e facilitare l'insediamento del tallo.I licheni sono classifica…

Il mondo sotto i nostri piedi: i licheni

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Durante una passeggiata in campagna o in montagna si può prestare attenzione ai piccoli esseri che si trovano sul terreno, tra i sassi, sui muri: bisogna fermarsi, sedersi (se possibile) e osservare. 
In un primo momento sembra di non vedere nulla, ma una volta abituato l'occhio alla piccolezza 
ecco comparire insetti, ragnetti, distese di muschi 
e strane croste grigiastre sulle rocce 



o cespuglietti grigio-verdastri che sbucano sul muschio e tra i massi.







Chi sono?








Ebbene, questi abitanti del mondo sotto i nostri piedi sono i licheni, esseri viventi formati dalla simbiosi tra un'alga ed un fungo.
Sì, avete capito bene: un'alga sopravvive tra le ife del fungo e fotosintetizza cioè produce nutrienti per sé e per il fungo, che in cambio la protegge e le fornisce acqua e sostanze disciolte. 
In questo modo i licheni riescono a vivere in luoghi dove la sola alga o il solo fungo non potrebbero resistere: sulle rocce, sui tronchi e rami di alberi e arbusti, sulle lave raffreddate, sull…

Il rododendro

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Giugno: mese della fioritura dei rododendri sulle Alpi.
Le specie spontanee diffuse sull’arco alpino sono due: il Rhododendron ferrugineum L. e il Rhododendron hirsutum L.
Il primo, il rododendro ferrugineo, dai fiori color rosa-rosso, è robusto, con lunghi rami e le foglie lucide di color ruggine sulla pagina inferiore; ama i terreni silicei o i suoli ricchi di humus acido anche su substrati calcarei.
Il secondo, il rododendro irsuto, è più gracile, piccolo (al massimo alto 1 metro), con rami corti e numerosi e con le foglie meno coriacee, ciliate sui margini; i suoi fiori sono di colore rosa chiaro; cresce sulle pendici calcaree delle Alpi orientali sui versanti settentrionali più umidi.
Sono specie della Famiglia delle Ericaceae, insediatesi sulle catene montuose europee sin dal Terziario (periodo compreso tra 65 e 2,8 milioni di anni fa) con un gran numero di forme affini che poi, essendo meno resistenti ai mutamenti climatici, sono scomparse. Sulle Prealpi italiane e sulle Alpi aust…

Il mondo sotto i nostri piedi ... (seconda parte): gasteropodi

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I molluschi che vivono sul terreno appartengono all'ordine dei Gasteropodi(termine che letteralmente significa ”con i visceri nel piede”).
Sono quasi tutti polmonati, ovvero respirano grazie ad un organo simile ad un polmone; sul capo hanno un paio di appendici sensoriali e due occhi inseriti all'estremità di due tentacoli.


Questi animali hanno una vita breve di 2-3 anni in gran parte passata in letargo. Le specie munite di conchiglia durante il letargo si ritirano all'interno del guscio e chiudono l'apertura con un setto provvisorio o un opercolo calcareo.
Il cibo è costituito in prevalenza di vegetali, ma esistono specie onnivore ed alcune addirittura cannibali che mangiano i loro simili (ad esempio Arionidi e Limacidi). I gasteropodi consumano il cibo raspandolo con un organo particolare chiamato “radula”: è una lingua rugosa come una grattugia.
Questi molluschi sono per la maggior parte ermafroditi, cioè hanno organi sessuali maschili e femminili, ma non sono in gra…

Linaria alpina

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Linaria delle Alpi - Linaria alpina(L.) MillerFamiglia: Scrophulariaceae
Pianta perenne erbacea, con portamento prostrato e estremità ascendenti; alta 8-15 cm. Le foglie, generalmente in verticilli di 4 elementi, sono lineari o obovato-ellittiche, un po' carnose, sessili, glauche. L'infiorescenza è un racemo terminale, corto e glabro; i fiori hanno corolla azzurro-violacea, concolore o a fauce giallo-ocracea, con sperone lungo almeno i due terzi della corolla e appiattito sulla faccia inferiore. Si trova fiorita tra giugno e agosto su pietraie e macereti delle aree alpine e subalpine calcaree, da 1500 a 3500 m di altitudine. Di areale sudeuropeo montano.
Nel Jura ed in Alta Savoia si può trovare la sottospecie Linaria alpina petraea (Jordan) Rouy: alta 10-20 cm, con foglie lineari, infiorescenza allungata e lassa, sperone cilindrico; su calcare.

Globularia cordifolia

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Globularia cordifolia L.
Famiglia: Globulariaceae Pianticella perenne suffruticosa,
con stelo fiorifero di 3-12 cm. Ha foglie obovali, smarginate all’apice;
l’infiorescenza è un capolino di forma globosa, formato da numerosi fiori dalla corolla gamopetala blu, a tubo, con labbro superiore bilobo e inferiore a tre lacinie lineari. Fiorisce tra maggio e luglio;
vive in pascoli asciutti e solatii, su rupi e macereti di Alpi ed Appennini, con terreno calcareo. Specie con areale sudeuropeo montano.

Campanula incisa

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Campanula incisa
(Campanulaexcisa Murith)Famiglia: Campanulaceae


Specie perenne, erbacea. Altezza di 5-15 cm. Stelo ascendente con 1-3 fiori pendenti, dalla corolla blu con lobi separati da seni di forma quasi circolare. Fioritura: luglio e agosto. Rara ed endemica, limitata a ristrette aree delle Alpi, in macereti e rocce silicei. Nel Biellese (Piemonte – Italia) è presente ed è stata scelta come simbolo del Giardino botanico di Oropa.

Il mondo sotto i nostri piedi ... (prima parte)

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Quante volte da bambini ci hanno detto:
"guarda dove metti i piedi!"
Certo conviene sempre guardare dove posiamo i piedi, quando camminiamo su un sentiero, immersi nella natura! potremmo incontrare degli esseri viventi molto interessanti ed importantissimi nell'ecosistema.

Tra le foglie, nel sottobosco, sul terreno c'è un mondo da scoprire:
facciamoci piccoli piccoli ed andiamo a vedere ...

Qualcuno si muove molto lentamente, e non può fuggire veloce al nostro passaggio:

le lumache, perfettamente mimetizzate,



e le chiocciole che strisciano portandosi dietro la casa:















Gita ornitologica a Tavigliano

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Alcuni anni fa esplorai con occhio da naturalista la zona di Pratetto in comune di Tavigliano in valle Cervo (Biella - Piemonte): buona esposizione, bel panorama a 360 gradi, vegetazione varia e molte specie di animali selvatici, soprattutto uccelli. Visto il mio particolare interesse per l’avifauna, su invito di una famiglia di amici, in aprile organizzai con mio marito una giornata di studio ornitologico in località Gaudusio in quel di Tavigliano.


Sono poche baite immerse nel bosco, a valle di Pratetto; vi si giunge da Tavigliano per una sterrata che si imbocca, subito dopo le ultime case del paese, a sinistra della strada asfaltata che sale al Pratetto. Il 24 aprile caricammo tutta l’attrezzatura sulla macchina: pali, reti, anelli, pinze, sacchetti, blocco notes, binocoli, … Non stupitevi!  Per lo studio decisi di usare il metodo della cattura degli uccelli con le reti e il loro successivo inanellamento. Si tratta di un’attività a scopo scientifico; per praticarla occorre seguire un cors…