28 agosto, 2017

Come si distingue una borra da una fatta di mammifero

Le borre con pelo, penne e ossa possono a volte essere confusi con fatte di mammiferi carnivori, come quelle della volpe.
Ma ci sono alcuni particolari che ci permettono di distinguere le due cose.

21 agosto, 2017

Come si analizza il contenuto di una borra

Nel bosco di faggio vicino a casa, al margine del sentiero, ho trovato una borra.
borra

12 agosto, 2017

A cosa servono le borre?

Lo studio del contenuto delle borre degli Strigiformi è l’unico mezzo per ottenere conoscenze sull’ecologia alimentare di tali uccelli.

Gli zoologi che censiscono le specie di micromammiferi di una certa zona utilizzano questo esame per integrare i dati raccolti con il trappolaggio, perché i micromammiferi sono molto elusivi, furbi e generalmente di abitudini notturne.

Nelle borre di norma si trovano con maggior frequenza crani più o meno danneggiati: da questi si può determinare con sicurezza quali animali sono stati mangiati, se uccelli, roditori o altri micromammiferi.
In particolare per i micromammiferi i ricercatori considerano l’aspetto della dentatura, la dimensione dei denti e del cranio.

03 agosto, 2017

Cosa sono le borre?

Le borre sono formazioni cilindriche costituite dai resti non digeriti delle prede di un uccello: generalmente sono formate da peli, ossa, piume, parti chitinose di insetti o resti vegetali. Vengono rigurgitate regolarmente attraverso il becco.

borra


29 luglio, 2017

Le tracce del capriolo: fatte e dormitori

Seguendo le impronte del capriolo è facile trovare anche le sue fatte (escrementi).
Le fatte dell'adulto sono lunghe 10-15 mm e di diametro di 8-10 mm: quelle del maschio sono cilindriche con una estremità a forma di goccia e dall'altra incavate; quelle della femmina sono un po' ovali.

fatte capriolo adulto
Le fatte del giovane nato nell’anno sono cilindretti molto più piccoli, circa la metà di quelli degli adulti: la foto seguente mostra ingrandite le fatte di un piccolo con la scala centimetrica di riferimento.

fatte capriolo giovane dell'anno
Prima di accucciarsi per dormire il capriolo ha l'abitudine di pulire il suolo da rami, foglie o neve: così si possono trovare nel bosco delle piccole aree completamente "spazzate", i dormitori.

dormitorio di capriolo





24 luglio, 2017

Cirsium e … insetti!

Al termine di una passeggiata in Val Sessera (Biella, Piemonte – Italia) scorgo al margine del sentiero un bel Cirsium erisithales; mi avvicino e scatto alcune foto …

Cirsium erisithales (Jacq.) Scop.

07 luglio, 2017

Abete bianco (Abies alba Miller)

Fam.: Pinaceae
abete bianco

Albero
che cresce lentamente nei primi sei anni di vita, ma poi si sviluppa rapidamente e può raggiungere i 45 m di altezza e una circonferenza del tronco di 5 m.

04 giugno, 2017

La Sfinge della Stellaria (Macroglossa stellatarum L.)

La Sfinge della Stellaria  è una interessante farfalla della famiglia Sphingidae.
In primavera ed estate la si può vedere mentre vola rapidissima da un fiore all’altro in cerca di nettare. È difficile fotografarla perché si muove a scatti e si ferma pochi secondi vicino al fiore!

Sfinge della stellaria


10 maggio, 2017

Faggeta in primavera

Una passeggiata in primavera nella faggeta: canti di uccelli, il verde chartreuse delle foglioline nuove, chiaro scuro dei tronchi bagnati dalla pioggia …

La natura si risveglia dopo il riposo invernale! Il paesaggio è rilassante anche in una giornata un po’ nebbiosa.

faggeta

15 aprile, 2017

Coleotteri del genere Meloë

Meloë sp. adulto
Coleotteri dal corpo molle, con collo stretto e elitre corte. Sono parassitoidi di api solitarie o di cavallette.
Le larve primarie di questo gruppo di insetti hanno fatto scervellare a lungo i naturalisti, a causa del loro aspetto e del loro comportamento particolari nel mondo dei coleotteri, tanto che inizialmente erano classificati come una specie a sé. Fu il naturalista inglese George Newport (1803-1854, presidente della Società Entomologica di Londra dal 1843 al 1844) a fare delle fortunate osservazioni e a descrivere il ciclo vitale dei Meloë, in “The natural history, anatomy and development of Meloë” e in “On the Natural History, Anatomy and Development of the Oil Beetle, Meloë, more especially of Meloë cicatricosus, Leach.” del 1847.
Al suo studio si aggiunsero poi i dati raccolti dall’entomologo Jean Henri Fabre (“Mémoires: les Meloides” e “Souvenirs entomologiques”, série II, chapitres 16-17) a cui faccio riferimento per parlare oggi di questi piccoli interessanti coleotteri.

08 gennaio, 2017

Forme di ghiaccio

Fredda giornata d'inverno: una breve passeggiata nel bosco è l'occasione per assistere ad uno spettacolo meraviglioso, offerto da un semplice ruscelletto, rocce, foglie secche, rami e acqua!

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