Abete rosso o Peccio (Picea excelsa (Lam.) Link)

Fam.: Pinaceae
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Conifera, alta 8-35 metri, talvolta raggiunge i 50 metri.
Gli esemplari isolati hanno una chioma piramidale espansa; gli abeti in foresta invece hanno un aspetto colonnare e chioma ristretta.

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Corteccia grigio-bruna che si desquama a piastre spesse 5 mm, lasciando a volte scopertolo strato inferiore di colore bruno ferrugineo (da qui il nome di abete rosso!).

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I rami dal diametro di 1 cm sono con corteccia bruno rossastra a scaglie longitudinali di pochi millimetri; i rami dell'anno sono quasi glabri, inizialmente verdi chiari poi rossastri.
Le foglie sono aghiformi, larghe 1 mm e lunghe 8-12 mm, di colore verde scuro e disposte a spirale tutto attorno ai rametti che ricadono in frangie dai lunghi rami primari.

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Pianta monoica. Le strutture riproduttive maschili sono strobili erbacei, molto piccoli. Quelle femminili sono strobili con squame che proteggono gli ovuli; dopo la fecondazione le squame diventano legnose e si forma la tipica pigna con i semi alati pronti a cadere sul terreno. Le pigne sono subcilindriche larghe 3-4 cm e lunghe 8-15 cm, quando mature rivolte verso il basso.

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É il principale componente delle foreste subalpine ad aghifoglie. Si trova dal livello del mare sino a 2200 m di altitudine.

L'abete rosso è specie mesofila, ma ha la capacità di resistere a condizioni di moderata secchezza (dannosa per il faggio) e a condizioni di luce non favorevoli all'abete bianco, nonché a basse temperature invernali e a gelate primaverili: per questo ha avuto una grande espansione negli ambienti montani delle Alpi.

La foresta naturale di abete rosso (pecceta) sulle Alpi si estende in particolare nelle valli continentali, aride, nelle catene interne tra 1000 e 1900 m circa; è più rara nel resto d'Italia (relitto glaciale sull'Appennino pistoiese e sul Monte Amiata). Estese e maestose sono le foreste di abete rosso del Cadore.
La sua importanza in selvicoltura ne ha permesso la diffusione in tutto il sistema alpino, anche nelle aree favorevoli al faggio ed ai limiti della pianura.

Il sottobosco della pecceta è variabile.
Nella pecceta montana, tipica di altitudini modeste, tra 1000 e 1200 m sui versanti esposti a nord, con piante sottili e ravvicinate, il sottobosco riceve poca luce ed è molto povero talvolta coperto solo da un denso tappeto di aghi secchi.
Nella pecceta transalpina, a sud delle Alpi, il sottobosco presenta piantine di mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) e a volte di mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), muschi e Saxifraga cuneifolia.
La pecceta subalpina, delle valli centroalpine tra 1600 e 2000 m di quota, ha un sottobosco più luminoso con arbusti come il rododendro (Rhododendron ferrugineum), il mirtillo nero e rosso, il lampone (Rubus idaeus), il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia). In questa pecceta è possibile trovare alcune rarità, quali la Listera cordata (orchidea) e la Linnea borealis dalle graziose campanelline rosate, assai diffusa nelle foreste della Svezia.



















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