Il ramarro
Un rettile veramente spettacolare che possiamo incontrare in montagna è il ramarro. In giugno le giornate più lunghe e via via più calde favoriscono l'attività di questo interessante animale.
Il suo nome scientifico è Lacerta viridis Laurenti 1768; appartiene all’ordine Squamata, famiglia Lacertidae.
E’ un lucertolone che può raggiungere i 40 cm di lunghezza, con una colorazione che varia in base all’età, al sesso ed all’ambiente in cui vive.

I giovani di solito sono di color marrone sul dorso, verde chiaro sui fianchi e bianco sul ventre.
Il maschio adulto è in genere verde con sfumature giallastre e puntini neri, e la gola, soprattutto nel periodo riproduttivo, si presenta di un bel azzurro splendente.
Le femmine adulte hanno colorazione più varia: il dorso ha striature bianche longitudinali e il colore di fondo va dal verde al bruno con sfumature rossicce o nerastre; gli occhi a volte sono circondati da una riga bianca.
Il maschio è in genere più grosso della femmina, ha testa massiccia e pori femorali più sviluppati.
Dove si trova?
E’ una specie europea: a nord raggiunge le isole del Canale, la Valle del Reno, la Repubblica Ceca, la Repubblica Slovacca e la Russia sudoccidentale; a sud arriva alla Spagna settentrionale, La Sicilia e la Grecia. Assente da molte isole mediterranee, ma presente in : Euboa, Thasos, Samotracia, Corfù ed Elba.
Il ramarro ama la solitudine e vive in ambienti vari: muretti a secco, stagni e laghetti, zone cespugliate o boscose ma con ampie radure, zone pietrose e aride.
Può raggiungere i 1800 m di altitudine in montagna, prediligendo i versanti esposti a sud.
Come si adatta alle variazioni di temperatura?
Il ramarro è eterotermo, cioè non ha un sistema interno di controllo della temperatura corporea ed ha bisogno di assorbire il calore dall'ambiente circostante: questo deve avere una temperatura ottimale di 30-32°C.
Durante la bella stagione, al mattino esce allo scoperto e si arrampica su una pietra, un tronco o cespuglio per termoregolarsi; quando la sua temperatura è sufficientemente alta inizia la ricerca del cibo.
Se la temperatura supera i 32°C si rifugia all’ombra della vegetazione o nella tana finché non ha perso calore.
All’approssimarsi della stagione fredda, quando il clima si fa più rigido, il ramarro si rifugia nella sua tana e va in letargo sino alla primavera successiva, sopravvivendo grazie alla scorta di grasso accumulata nella parte posteriore dell’addome.
Che cosa mangia?
La dieta del ramarro è piuttosto varia: comprende invertebrati (cavallette, farfalle, larve e adulti di maggiolini, piccoli molluschi e lombrichi) e anche lucertole, topolini, uova e nidiacei di piccoli uccelli.
La sua etologia
Nel periodo degli amori i maschi si affrontano in combattimenti anche molto cruenti; dopo l’accoppiamento (anche questo tumultuoso!) le femmine depongono da 6 a 20 uova in una buca scavata nel terreno (maggio-giugno). Dopo tre o quattro mesi le uova schiudono e nascono i piccoli, lunghi 7-8 cm, che subito vanno in cerca di cibo.
I giovani crescono rapidamente nel primo anno di vita, poi la crescita rallenta; la maturità sessuale è intorno al terzo anno e la durata della vita può raggiungere e talvolta superare i dieci anni.
E’ un animale intelligente, agilissimo e combattivo: se attaccato da un nemico (un rapace diurno, un mustelide, un biacco o anche un gatto) si difende lottando strenuamente, sferrando morsi poderosi. Per l’uomo è innocuo, ma se preso in mano non esita a morsicare!
Quando qualcuno gli si avvicina, il ramarro resta immobile confidando nel suo colore mimetico; se l’estraneo avanza ancora, ecco che con scatto fulmineo corre a nascondersi o si tuffa in acqua, dove nuota benissimo!

Vi è mai capitato di vederlo? Dove? che cosa faceva?
Le vostre osservazioni sarebbero utili per avere un quadro più dettagliato della sua presenza, almeno in Italia. Grazie per la collaborazione!
Al prossimo post!
Il suo nome scientifico è Lacerta viridis Laurenti 1768; appartiene all’ordine Squamata, famiglia Lacertidae.
E’ un lucertolone che può raggiungere i 40 cm di lunghezza, con una colorazione che varia in base all’età, al sesso ed all’ambiente in cui vive.
I giovani di solito sono di color marrone sul dorso, verde chiaro sui fianchi e bianco sul ventre.
Il maschio adulto è in genere verde con sfumature giallastre e puntini neri, e la gola, soprattutto nel periodo riproduttivo, si presenta di un bel azzurro splendente.
Le femmine adulte hanno colorazione più varia: il dorso ha striature bianche longitudinali e il colore di fondo va dal verde al bruno con sfumature rossicce o nerastre; gli occhi a volte sono circondati da una riga bianca.
Il maschio è in genere più grosso della femmina, ha testa massiccia e pori femorali più sviluppati.
Dove si trova?
E’ una specie europea: a nord raggiunge le isole del Canale, la Valle del Reno, la Repubblica Ceca, la Repubblica Slovacca e la Russia sudoccidentale; a sud arriva alla Spagna settentrionale, La Sicilia e la Grecia. Assente da molte isole mediterranee, ma presente in : Euboa, Thasos, Samotracia, Corfù ed Elba.
Il ramarro ama la solitudine e vive in ambienti vari: muretti a secco, stagni e laghetti, zone cespugliate o boscose ma con ampie radure, zone pietrose e aride.
Può raggiungere i 1800 m di altitudine in montagna, prediligendo i versanti esposti a sud.
Come si adatta alle variazioni di temperatura?
Il ramarro è eterotermo, cioè non ha un sistema interno di controllo della temperatura corporea ed ha bisogno di assorbire il calore dall'ambiente circostante: questo deve avere una temperatura ottimale di 30-32°C.
Durante la bella stagione, al mattino esce allo scoperto e si arrampica su una pietra, un tronco o cespuglio per termoregolarsi; quando la sua temperatura è sufficientemente alta inizia la ricerca del cibo.
Se la temperatura supera i 32°C si rifugia all’ombra della vegetazione o nella tana finché non ha perso calore.
All’approssimarsi della stagione fredda, quando il clima si fa più rigido, il ramarro si rifugia nella sua tana e va in letargo sino alla primavera successiva, sopravvivendo grazie alla scorta di grasso accumulata nella parte posteriore dell’addome.
Che cosa mangia?
La dieta del ramarro è piuttosto varia: comprende invertebrati (cavallette, farfalle, larve e adulti di maggiolini, piccoli molluschi e lombrichi) e anche lucertole, topolini, uova e nidiacei di piccoli uccelli.
La sua etologia
Nel periodo degli amori i maschi si affrontano in combattimenti anche molto cruenti; dopo l’accoppiamento (anche questo tumultuoso!) le femmine depongono da 6 a 20 uova in una buca scavata nel terreno (maggio-giugno). Dopo tre o quattro mesi le uova schiudono e nascono i piccoli, lunghi 7-8 cm, che subito vanno in cerca di cibo.
I giovani crescono rapidamente nel primo anno di vita, poi la crescita rallenta; la maturità sessuale è intorno al terzo anno e la durata della vita può raggiungere e talvolta superare i dieci anni.
E’ un animale intelligente, agilissimo e combattivo: se attaccato da un nemico (un rapace diurno, un mustelide, un biacco o anche un gatto) si difende lottando strenuamente, sferrando morsi poderosi. Per l’uomo è innocuo, ma se preso in mano non esita a morsicare!
Quando qualcuno gli si avvicina, il ramarro resta immobile confidando nel suo colore mimetico; se l’estraneo avanza ancora, ecco che con scatto fulmineo corre a nascondersi o si tuffa in acqua, dove nuota benissimo!
Vi è mai capitato di vederlo? Dove? che cosa faceva?
Le vostre osservazioni sarebbero utili per avere un quadro più dettagliato della sua presenza, almeno in Italia. Grazie per la collaborazione!
Al prossimo post!
Commenti
Avvistato e fotografato, anche se si nascondeva molto bene fra le frasche, con una preda(forse cavalletta)
Posso dargli della frutta o verdura da mangiare?