30 giugno, 2014

Licheni qua, licheni là … ma quanti ce ne sono!

Le circa 20000 specie di licheni note sino ad oggi sono diffuse in un'ampia varietà di habitat, inclusi i deserti aridi, i ghiacci, le vette delle montagne e le rive del mare.

Secondo la natura del substrato su cui crescono si può parlare di:
  • licheni corticicoli: crescono sulle cortecce dei tronchi e dei rami degli alberi;
  • licheni lignicoli: vivono sul legno, anche quello lavorato dall'uomo;
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  • licheni foglicoli: colonizzano le foglie delle piante;
  • licheni rupicoli: crescono sopra o dentro le rocce, compresi i muri e i tetti delle case;
  • licheni terricoli: si sviluppano sul terreno (alcuni sono saprofiti delle sostanze organiche presenti nel suolo);
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  • licheni muscicoli: si trovano sul muschio;
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  • licheni lichenicoli: alcune specie vivono su altri licheni.

28 giugno, 2014

Licheni: l’unione fa la forza!

I licheni sono organismi che nascono dall'unione di un'alga (e/o un cianobatterio) con un fungo.
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Masso colonizzato da licheni di varie specie (Isola di Capraia - Livorno - Toscana)

Il corpo o tallo del lichene è formato dalle ife del fungo che racchiudono le cellule algali; non ci sono vere foglie, fusto o radici.
L'alga e il fungo vivono associati in una simbiosi dipendente o mutualistica: i prodotti della fotosintesi effettuata dall'alga sono trasferiti al fungo, il quale in cambio le fornisce acqua, sostanze disciolte e protezione meccanica.
Questa unione genera delle caratteristiche che ciascuno dei due componenti, da solo, non avrebbe mai:
  • la capacità della reviviscenza, ovvero la capacità di passare rapidamente e reversibilmente dallo stato secco a quello idratato, anche più volte consecutive;
  • il potere di resistere a stress climatici ed in particolare al gelo;
  • crescita lentissima;
  • un metabolismo particolare che produce degli acidi i quali permettono al lichene di intaccare il substrato e facilitare l'insediamento del tallo.
I licheni sono classificati in base al componente fungino. I funghi appartengono ai seguenti gruppi: Ascomiceti, Basidiomiceti, o Deuteromiceti (funghi imperfetti).
Le alghe possono essere verdi (Clorofite), brune (Xantofite) o verdi-azzurre (Cianofite, oggi classificate come Cianobatteri).
La maggior parte dei licheni è composta da alghe verdi e funghi Ascomiceti.
In certi licheni con le alghe Clorofite possono essere presenti anche Cianobatteri, ma solo in parti limitate del tallo.







25 giugno, 2014

Il mondo sotto i nostri piedi: i licheni

Durante una passeggiata in campagna o in montagna si può prestare attenzione ai piccoli esseri che si trovano sul terreno, tra i sassi, sui muri: bisogna fermarsi, sedersi (se possibile) e osservare. 
In un primo momento sembra di non vedere nulla, ma una volta abituato l'occhio alla piccolezza 
ecco comparire insetti, ragnetti, distese di muschi 
 e strane croste grigiastre sulle rocce 



o cespuglietti grigio-verdastri che sbucano sul muschio e tra i massi.








Chi sono?








Ebbene, questi abitanti del mondo sotto i nostri piedi sono i licheni, esseri viventi formati dalla simbiosi tra un'alga ed un fungo.
Sì, avete capito bene: un'alga sopravvive tra le ife del fungo e fotosintetizza cioè produce nutrienti per sé e per il fungo, che in cambio la protegge e le fornisce acqua e sostanze disciolte. 
In questo modo i licheni riescono a vivere in luoghi dove la sola alga o il solo fungo non potrebbero resistere: sulle rocce, sui tronchi e rami di alberi e arbusti, sulle lave raffreddate, sulle costruzioni in muratura, dalle rive del mare sino alle cime ventose dei monti!

L'audacia del lichene è ben evidenziata da Camillo Sbarbaro (1888-1967) in "Scampoli":
"Il lichene prospera dalla regione delle nubi 
agli scogli spruzzati del mare. 
Scala le vette dove nessun altro vegetale attecchisce. 
Non lo scoraggia il deserto; 
non lo sfratta il ghiacciaio; 
non i tropici o il circolo polare. 
Sfida il buio della caverna
e s'arrischia nel cratere del vulcano.
Teme solo la vicinanza dell'uomo" 

Nei prossimi post approfondiremo la conoscenza di questi piccoli grandi organismi.

17 giugno, 2014

Il rododendro

Giugno: mese della fioritura dei rododendri sulle Alpi.
Le specie spontanee diffuse sull’arco alpino sono due: il Rhododendron ferrugineum L. e il Rhododendron hirsutum L.
Il primo, il rododendro ferrugineo, dai fiori color rosa-rosso, è robusto, con lunghi rami e le foglie lucide di color ruggine sulla pagina inferiore; ama i terreni silicei o i suoli ricchi di humus acido anche su substrati calcarei.
Il secondo, il rododendro irsuto, è più gracile, piccolo (al massimo alto 1 metro), con rami corti e numerosi e con le foglie meno coriacee, ciliate sui margini; i suoi fiori sono di colore rosa chiaro; cresce sulle pendici calcaree delle Alpi orientali sui versanti settentrionali più umidi.
Sono specie della Famiglia delle Ericaceae, insediatesi sulle catene montuose europee sin dal Terziario (periodo compreso tra 65 e 2,8 milioni di anni fa) con un gran numero di forme affini che poi, essendo meno resistenti ai mutamenti climatici, sono scomparse. Sulle Prealpi italiane e sulle Alpi austriache sono stati rinvenuti foglie e rami fossili di Rhododendron sordellii Tralau, molto simile al Rhododendron ponticum L. (rododendro del Ponto, ora esistente a sud del Mar Nero), entrambi scomparsi dalle Alpi dopo l’ultimo periodo glaciale (glaciazione del Würm, avvenuta tra 75000 e 18000 anni fa). Non sono rimaste sulle nostre montagne neppure le grandi e colorate specie dell’Himalaya (presenti solo in parchi e giardini appositamente coltivate).
I rododendri crescono sotto le conifere (soprattutto Pino cembro), ma occupano in particolare una fascia oltre il limite del bosco e talora alcuni esemplari isolati riescono a raggiungere quote molto elevate. In genere associato al rododendro troviamo il mirtillo, in quello che dai fitosociologi viene chiamato climax del Rhodoreto-Vaccinion (cioè il livello degli arbusti contorti e nani, con rododendri, mirtilli e ginepro nano).
Queste piante amano i versanti esposti a nord dove la neve si accumula e si fonde più tardi (la neve protegge i germogli dal gelo).

Il rododendro ferrugineo e l’irsuto sono dette specie vicarianti: sono specie affini con opposte esigenze edafiche e quindi si sostituiscono a seconda del terreno. Il ferrugineo domina le Alpi occidentali e centrali con suoli silicei, mentre l’irsuto abbonda sulle Alpi orientali con prevalenza di suoli calcarei.
In Piemonte troviamo dunque il rododendro ferrugineo, che proprio nel mese di giugno colora di rosa i versanti rocciosi e i margini dei boschi.
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Nella valle della sienite
(salendo al Campello, Valle Cervo - Campiglia Cervo - BI - Piemonte)

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Rododendro aggrappato alla roccia con una betulla
(Campello, Valle Cervo - Campiglia Cervo -BI - Piemonte)

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Dopo la pioggia (Val Troncea - Pragelato -TO - Piemonte)

Scheda botanica:


Rhododendron ferrugineum L.

Arbusto con rami eretti; i getti giovani sono ricoperti di scagliette di colore rosso ferrugineo.
Foglie coriacee, sempreverdi, ovali o lanceolate,
lunghe 2-4 cm, a margine intero,
superiormente verdi e lucide,
inferiormente rivestite di scagliette rugginose.

I peduncoli fiorali sono lunghi circa 8 mm;
fiori rosso vivo, a forma di campanula e lunghi anche 15 mm, riuniti in gruppetti di 6-10 e ricoperti da peli ghiandolari chiari; gli stami sono pelosi.

Fioritura: tra giugno e agosto.

10 giugno, 2014

Il mondo sotto i nostri piedi ... (seconda parte): gasteropodi

I molluschi che vivono sul terreno appartengono all'ordine dei Gasteropodi (termine che letteralmente significa ”con i visceri nel piede”).

Sono quasi tutti polmonati, ovvero respirano grazie ad un organo simile ad un polmone; sul capo hanno un paio di appendici sensoriali e due occhi inseriti all'estremità di due tentacoli.

Per avere un'idea di cosa c'è
dentro il guscio  e nel piede di una chiocciola ...


Questi animali hanno una vita breve di 2-3 anni in gran parte passata in letargo. Le specie munite di conchiglia durante il letargo si ritirano all'interno del guscio e chiudono l'apertura con un setto provvisorio o un opercolo calcareo.

Il cibo è costituito in prevalenza di vegetali, ma esistono specie onnivore ed alcune addirittura cannibali che mangiano i loro simili (ad esempio Arionidi e Limacidi).
I gasteropodi consumano il cibo raspandolo con un organo particolare chiamato “radula”: è una lingua rugosa come una grattugia.

Questi molluschi sono per la maggior parte ermafroditi, cioè hanno organi sessuali maschili e femminili, ma non sono in grado di autofecondarsi: per la riproduzione è indispensabile l'accoppiamento tra due individui, che prima uno poi l'altro introducono lo sperma nel corpo del partner. Le uova fecondate vengono deposte nel terreno.

L'aspetto dei gasteropodi terricoli è influenzato dalla natura dell'ambiente: molti sono i fattori che possono agire sulla variabilità di forma, sulla distribuzione delle specie e sul numero di individui presenti. Vediamone alcuni.
  • Tipo di substrato: a seconda del substrato minerale su cui vivono i gasteropodi terricoli sono calcicoli o silicicoli. I terreni calcarei di solito offrono una fauna più ricca di questi molluschi (in particolare dei generi Murella e Clausilia). Le specie silicicole hanno gusci più fragili, più sottili e più piccoli rispetto alle specie calcicole.
  • La flora, come cibo: le graminacee e altre specie che crescono su terreni silicei sono limitanti per le lumache, in quanto hanno tessuti difficilmente masticabili con la radula. Alcuni vegetali (aconito, stramonio, elleboro, cicuta...) o funghi, velenosi per altri animali o per l'uomo, non sono un problema per questi gasteropodi che se ne nutrono voracemente (per questo bisogna spurgare le chiocciole commestibili prima di portarle sulle nostre tavole!).
  • Acqua e umidità: il corpo delle lumache e delle chiocciole svolge tutte le sue attività fisiologiche grazie alla grande quantità di acqua che assorbe. In genere questi animali prediligono le zone umide, alcuni sono strettamente legati a piante come Carex e giunchi tanto da sembrare acquatici. Ci sono poi specie che possono resistere a lunghi periodi di siccità o ad ambienti relativamente secchi (specie xerofile) che si difendono dal clima sfavorevole rifugiandosi in fessure nelle rocce o su steli scostati dal suolo troppo caldo e chiudendosi all'interno del guscio sigillandone l'apertura con un opercolo.
  • La luce: ambienti luminosi favoriscono la crescita somatica e le radiazioni violette ed azzurre influiscono sulla pigmentazione e sulla vivacità delle tinte della conchiglia.
  • Il calore eccentua la crescita: le stesse specie andando dal Sud al Nord dell'Italia hanno delle dimensioni via via minori.
Recentemente è stato avviato uno studio sulla variabilità morfologica delle chiocciole del genere Cepaea: in genere animali con il guscio scuro si trovano nelle zone boscate e aree più fresche del nord, mentre quelli con il guscio giallo o a strisce sono più abbondanti nelle aree aperte e più assolate; si cerca di capire se c'è una correlazione tra colorazione del guscio e cambiamento climatico, ovvero se sono aumentate le chiocciole con colore chiaro anche nel Nord Europa in seguito al riscaldamento globale. Inoltre si vorrebbe capire se la diminuzione dei predatori naturali, i tordi, avvenuta negli ultimi 30 anni in alcune aree d'Europa, influisce sulla struttura delle popolazioni di Cepaea. Approfondite informazioni sulla biologia, morfologia e raccolta dati sulle chiocciole Cepaea sono reperibili nel sito Evolution Megalab.

Che rapporto c'è tra gasteropodi terricoli e uomo?
Tra le specie con il guscio, le chiocciole, alcune sono di particolare interesse per l'uomo, in quanto commestibili: pensiamo alle Helix pomatia, Helix lucorum, Helix aperta spesso allevate a scopo commerciale per il loro particolare apprezzamento in cucina. A chi volesse informazioni sull'allevamento delle chiocciole, consiglio di consultare l'utile sito dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura.
Altre specie sono anche interessanti per le dimensioni e la distribuzione: Eobania vermiculata, con diametro massimo della conchiglia di 30 mm, diffusa in centro e sud Italia, la già citata Cepaea nemoralis, variabilissima di forme, e la Cornu aspersum dal diametro massimo di 35 mm e peso che può raggiungere i 15 grammi.
Tra le lumache, gli Arionidi e i Limacidi sono temuti per la loro voracità: possono fare vere e proprie “razzie” negli orti e nei giardini, agendo alla sera o di notte, lasciando come traccia del loro nefasto passaggio una scia di bava iridescente. Per difendere l'orto da questi divoratori ci sono svariati rimedi naturali (fondi di caffè, segatura, cenere, galline …) e chimici: lascio a voi la scelta di quale metodo usare!

04 giugno, 2014

Linaria alpina

Linaria delle Alpi - Linaria alpina (L.) Miller

Famiglia: Scrophulariaceae

Pianta perenne erbacea, con portamento prostrato e estremità ascendenti; alta 8-15 cm.
Le foglie, generalmente in verticilli di 4 elementi, sono lineari o obovato-ellittiche, un po' carnose, sessili, glauche.
L'infiorescenza è un racemo terminale, corto e glabro; i fiori hanno corolla azzurro-violacea, concolore o a fauce giallo-ocracea, con sperone lungo almeno i due terzi della corolla e appiattito sulla faccia inferiore.
Si trova fiorita tra giugno e agosto su pietraie e macereti delle aree alpine e subalpine calcaree, da 1500 a 3500 m di altitudine.
Di areale sudeuropeo montano.

Nel Jura ed in Alta Savoia si può trovare la sottospecie Linaria alpina petraea (Jordan) Rouy: alta 10-20 cm, con foglie lineari, infiorescenza allungata e lassa, sperone cilindrico; su calcare.

Globularia cordifolia

Globularia cordifolia L.


Famiglia: Globulariaceae
globularia cordifolia VT
Pianticella perenne suffruticosa,
con stelo fiorifero di 3-12 cm.
Ha foglie obovali, smarginate all’apice;
l’infiorescenza è un capolino di forma globosa, formato da numerosi fiori dalla corolla gamopetala blu, a tubo, con labbro superiore bilobo e inferiore a tre lacinie lineari.
Fiorisce tra maggio e luglio;
vive in pascoli asciutti e solatii, su rupi e macereti di Alpi ed Appennini, con terreno calcareo.
Specie con areale sudeuropeo montano.

Campanula incisa

Campanula incisa
(
Campanula excisa Murith)

Famiglia: Campanulaceae


Specie perenne, erbacea. Altezza di 5-15 cm.
Stelo ascendente con 1-3 fiori pendenti, dalla corolla blu con lobi separati da seni di forma quasi circolare.
Fioritura: luglio e agosto.
Rara ed endemica, limitata a ristrette aree delle Alpi, in macereti e rocce silicei.
Nel Biellese (Piemonte – Italia) è presente ed è stata scelta come simbolo del Giardino botanico di Oropa.