08 gennaio, 2015

Caratteristiche dell’ambiente alpino

Lungo la stessa catena alpina ci sono differenze climatiche ed ambientali tra zone contigue o molto vicine ma differenti per esposizione, latitudine e configurazione orografica.
Nonostante questo, l’ambiente alpino presenta alcune fondamentali caratteristiche comuni a tutte le vallate da ovest a est, legate a fattori abiotici (non biologici, ovvero temperatura, precipitazioni, substrato) e biotici (fattori viventi).
Vediamole una per una:
  • Due sono i fattori climatici che variano uniformemente in relazione all’altitudine: la temperatura e la pressione atmosferica. Entrambe decrescono con l’aumentare dell’altitudine.
    La diminuzione della pressione (cui corrisponde una diminuzione della quantità di ossigeno nell’aria) in genere non sembra avere un’influenza significativa sugli organismi alpini.
    Al contrario, la diminuzione della temperatura è uno dei fattori limitanti la distribuzione delle specie.

  • Un’altra caratteristica dell’ambiente d’alta quota è la radiazione solare che aumenta con l’altitudine. Ad alta quota l’aria è più rarefatta e “trattiene” di meno il calore irradiato dal terreno, per cui gli squilibri termici tra superfici esposte al sole e superfici in ombra sono molto più forti che in pianura: i piccoli animali, soprattutto invertebrati, sono pertanto esposti a notevoli sbalzi di temperatura anche in ambienti limitatissimi.
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Vallone dell'Irogna innevato (Valle Cervo - Piemonte - Italia)
  • In linea generale le precipitazioni in montagna decrescono oltre il limite della vegetazione arborea, così come il tasso di umidità. Le scarse precipitazioni sono poi in prevalenza nevose: la neve a causa della bassa temperatura permane a lungo al suolo e questo fatto è molto importante biologicamente in quanto il manto nevoso protegge dal gelo il terreno sottostante e gli organismi che in esso vivono.
  • Altri elementi caratteristici del clima montano sono i venti periodici (brezze di monte e di valle, föhn) e le correnti d’aria ascendenti dal fondovalle lungo i pendii; queste ultime anzi sono le probabili responsabili del trasporto passivo di organismi, soprattutto insetti, che talora anche in grosse quantità sono trascinati da orizzonti inferiori (in particolare boschi) verso le quote più elevate, dove per lo più non riescono a sopravvivere. Un esempio: le ecatombi di Coleotteri Scarabeidi e di Coccinelle sui nevai estivi.
  • Un altro fattore limitante per la presenza di certi organismi è il substrato, che ad alta quota è in genere roccioso, compatto, a volte denudato e scoperto, con caratteristiche chimiche diverse e pertanto matrice di suoli differenti.
  • Oltre ai fattori abiotici si deve tener conto della presenza della vegetazione, la quale gioca un ruolo importantissimo per gli stretti legami che ha con il mondo animale. Abbiamo detto che la fauna alpina si trova al di sopra del limite della vegetazione arborea, quindi nella fascia degli arbusti, in quella delle praterie d’alta quota e in quella dei macereti e delle creste rocciose, ciascuna fascia caratterizzata da associazioni vegetali particolari.

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Pascoli d'alta quota, macereti e rocce: il vallone del Fauri (Val Troncea - Piemonte - Italia)